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Punti di Interesse
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Titolo
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TRAVERSETOLO
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TRAVERSETOLO
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Renato Brozzi, Gabriele D`Annunzio, De Strobel, Fondazione Magnani Rocca, Matilde di Canossa, borboj. Sono questi, solo alcuni dei motivi per visitare questa terra tanto generosa ai piedi delle verdi colline degli Appennini. Terra di artisti e poeti, Traversetolo, con le sue piccole ma importanti frazioni, spesso poche case a testimonianza di un periodo passato di splendore e prosperità economica accoglie il visitatore con spontanea cordialità. Ambiente, cultura e BUONA CUCINA si fondono e si intrecciano: i barboj (particolari polle di fango con vulcanetti in continua eruzione) di Torre, amena località su un cocuzzolo così denominata per le tipiche case a torre; la collina della Guardiola con i resti dell’antico castello che ebbe tra i propri ospiti illustri anche il grande poeta Petrarca. La cultura, con segni inequivocabili con l’artista Renato Brozzi di cui il museo comunale ospita centinaia di opere fra scultura, pittura, arti applicate, e gessi e alcune delle tante opere commiss ...
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CERTALDO
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CERTALDO
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(Valdelsa) Le origini di Certaldo, come testimoniano alcuni ritrovamenti nel territorio, si fanno risalire ad epoca etrusco-romana. Deriva il suo nome dal latino "cerrus alto" (o dal germanico "cerrus aldo") col significato di "altura ricoperta di cerri" (alberi). La sua storia è documentata dal 1164 quando Federico il Barbarossa concesse il territorio ai Conti Alberti che vi esercitarono il dominio fino alla fine del 1200. Assoggettato alla Repubblica di Firenze, Certaldo divenne dal 1415 sede del Vicariato, tanto che anche nel periodo Mediceo fu il centro politico e giudiziario più importante della Valdelsa. Il "Castello", l’antico borgo, è raccolto entro le mura ancora in BUONA parte conservate su cui si aprono la Porta Alberti, la Porta al Sole e la Porta al Rivellino. Il "rivellino" rappresentava con le sue mura una difesa esterna al borgo per dominare il sottostante fondovalle con l’importante via Francigena. Si accede al borgo risalendo le più antiche e affascinanti ripi ...
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Generale
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LAZISE
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LAZISE
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Lazise va giustamente orgogliosa del suo passato. È fiera ad esempio di essere stata fra i primi liberi Comuni italiani, ottenendo l’autonomia dall’imperatore Ottone II più di mille anni fa, nel 983. E dello splendore medievale restano a questa cittadina imponenti memorie: il castello è magnifico e le mura scaligere racchiudono ancora il centro storico ricco oggi di negozi, ristoranti, eleganti bar. Sul porticciolo, c’è poi la Dogana dalla quale la Serenissima Repubblica di Venezia ha controllato per secoli il commercio sul lago di Garda. Qui vicino era anche ormeggiata la flotta veneziana: per evitaire di farla cadere in mani nemiche, il comandante ne fece affondare le navi, che riposano ancora sul fondo del lago. Sommerse a poca profondità sono anche le memorie dell’età preistorica: ad esempio a Pacengo, un tranquillo borgo rivierasco del territorio di Lazise, sono protetti sott’acqua i resti di un grande villaggio di palafitte. E già nella preistoria questa era zona di commerci e cr ...
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Generale
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Titolo
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Emilia Romagna
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Città
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Emilia Romagna
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I Villanoviani, gli Umbri, i Celti, gli Etruschi. Poi Annibale e i Romani, che qui, in Emilia Romagna, hanno tracciato una via, l’Aemilia, che ha dato il nome a questa terra. E le invasioni barbariche, i nomadi delle steppe asiatiche, i Longobardi, i Bizantini. Tra mille origini e altrettante vocazioni, le genti di questa terra hanno saputo esaltare gli aspetti migliori, costruendo il proprio futuro nell’industria, nel turismo, nell’agricoltura, nell’arte. Da Ferrari a Fellini, dall’Ariosto a Guglielmo Marconi, a Verdi – tanto per citare qualche personaggio famoso di questa regione – l’Emilia Romagna ha saputo distinguersi, nei secoli, per aver eccelso nei vari campi dell’arte. La cultura, innanzitutto. Da Piacenza al mare ci sono più università che capoluoghi: il più antico ateneo del mondo è quello di Bologna, che vanta nove secoli di storia. E poi monumenti, chiese, mosaici, torri e campanili, in ogni vallata, nelle città, nelle strade più famose, come la francigena e la via dei Rom ...
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Titolo
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Ravenna da gustare
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Ravenna
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L’economia della provincia è prevalentemente agricola, con colture specializzate e un allevamento bovino e suino di prim’ordine. Tra le produzioni di spicco vanno citate innanzitutto quelle della frutta e dell’olio d’oliva. Quanto ai vini, si va dalle produzioni condivise con le altre province romagnole – prima fra tutte la Docg ‘Albana’- a quelle più specifiche della Doc ‘Colli di Faenza’, che alle uve tradizionali – Pignoletto e Trebbiano, bianche; Ancellotta e Sangiovese, rosse – accostano vitigni internazionali come Pinot Bianco e Cabernet Sauvignon. Per le carni siamo in terra di pregiati bovini di razza Romagnola, nonché di BUONA produzione salumiera, senza dimenticare il pesce, soprattutto azzurro. La gastronomia è di impronta romagnola, con qualche singolarità dovuta al pesce e alla selvaggina delle Valli di Comacchio o all’infiltrazione di elementi bolognesi lungo l’Emilia e toscani nelle valli appenniniche. Quanto alla ristorazione, la rassegna dei locali è fitta sulla Rivier ...
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Città
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Gastronomia
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Titolo
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Macerata da gustare
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Macerata
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Numerosi sono i piatti tipici e tradizionali, che è possibile gustare nella CUCINA familiare e nei ristoranti, generalmente di BUONA qualità. Nella fascia montana e dei Sibillini si preparano in particolare piatti a base di funghi, tartufi, castrato e maiale. Si possono gustare anche l’agnello e il cinghiale, oltre a piatti di legumi tipici quali farro e lenticchie. Notevoli sono i formaggi e i salumi: celebri il pecorino vissano, che si ottiene con latte di pecora e che è possibile gustare sia come formaggio da tavola sia da grattugiare dopo un anno, e il ciabuscolo, un salame morbido confezionato con carne di maiale, ottimo da spalmare su pane fresco o abbrustolito. Uno dei piatti più tipici del maceratese sono i vincisgrassi, una sorta di pasta al forno fatta con sfoglia tirata a mano e tagliata a strisce larghe, ragù di carne e besciamella. Lungo la costa si può gustare pesce dell’Adriatico e il celebre brodetto. Tra i dolci tipici il serpe, il pan nociato, i cavallucci e il restri ...
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Città
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Gastronomia
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Titolo
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Pesaro da gustare
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Città
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Pesaro
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Pesaro gastronomica ringrazia la felice configurazione e fertilità della sua terra e la pescosità del suo mare. Presupposti per una BUONA ristorazione, genuina e saporita, ma soprattutto sana. La CUCINA di pesce, ricca di branzini, orate, pescatrici, rombi, scorfani, naselli, sogliolette, astici e scampi, si trasforma in antiche ricette come il Brodetto alla pescarese o la cottura in Arrosto segreto. Ci sono poi le Lumachine in porchetta e il pesce azzurro: sgombri, alici, sardoncini e ‘suri’ che hanno sempre un posto di riguardo nella CUCINA pesarese. La valorizzazione dei ‘pesci piccoli’ come le triglie agostinelle, le seppioline coi piselli, le canocchie a vapore e olio extra vergine d’oliva di Cartoceto e Lombaroccio, i calamaretti fritti, rappresentano una gastronomia unica e di sapore vero. Le colline circostanti esprimono piatti della tradizione come la pasta fatta a mano e condita con fagioli o con carni magre e fegatini o con tartufo sempre fresco tutto l’anno. E ancora: prosc ...
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Città
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Gastronomia
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Titolo
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Verona da gustare
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Città
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Verona
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Lontana e gloriosa è la tradizione veronese della BUONA CUCINA. Fin dai tempi più remoti il patriziato locale era infatti assurto a grande fama per lo splendore dell'ospitalità conviviale per i pranzi che sapeva offrire nel corso di memorabili ricevimenti. Ora questa tradizione è affidata ai ristoranti e alle trattorie della provincia i quali con i loro manicaretti formano un ordito del tessuto artistico nella zona. Oggi l'arte veronese della CUCINA continua attraverso l'opera di "cuochi-artisti" i quali creano o perfezionano, preparano e "personalizzano" con un tocco di raffinato buon gusto, ricette segrete o già famose. Piatti tipici: manzo bollito con la "pearà", "pastissada de caval", gnocchi, pasta e fagioli. Dolci veronesi: il "natalino", la pasta frolla e le sfogliatine ma, soprattutto, il "PANDORO'" oggi dolce nazionale - con il Panettone - grazie alle "grandi firme" dell'industria veronese delle paste lievitate come Bauli, Melegatti e Paluani, seguiti da tante altre aziend ...
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Città
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Gastronomia
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